Tre giornate sono pochissime per azzardare pronostici, ma il Napoli sta già mandando segnali importanti al nostro campionato. Gli azzurri sono in testa alla classifica con i campioni uscenti della Juve e la Lazio, vantano il secondo miglior attacco (8 reti, una in meno dei bianconeri), la seconda miglior difesa (2 gol subiti, uno in più dei sorprendenti biancocelesti di Petkovic) e la seconda “differenza reti” (+6, un punto in meno alla Juventus) di tutto il torneo. Insomma, se son rose fioriranno…
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Se poi vogliamo staccarci dai freddi numeri e provare ad analizzare la situazione sotto il profilo tecnico, mi sembra che i tifosi azzurri possano dormire sonni tranquilli. Il Napoli ha una identità tattica ben consolidata, dove ogni singolo elemento sa perfettamente dove posizionarsi e cosa fare sia in fase propositivi che in fase di non possesso palla. Rispetto allo scorso anno ora ci sono anche ricambi più all’altezza della situazione. Certo, sul mercato si poteva fare di più; ma le scelte di Bigon, avallate da Mazzarri, sono sicuramente funzionali alle idee del tecnico. Il credo calcistico portato avanti con caparbietà dal club azzurro mi sembra chiaro: una squadra di lotta e di corsa, con elementi in buona parte già affiatati e con un potenziale offensivo davvero notevole. E’ un lusso avere un attacco con Cavani, il top player per eccellenza del campionato italiano, Pandev e Insigne.
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Una breve nota a parte, poi, la merita Hamsik. Lo slovacco mi sta impressionando sotto il profilo della personalità. Che fosse dotato di tecnica sopraffina e di grande intelligenza tattica lo sapevamo tutti, ma adesso finalmente sta giocando con ritmo e intensità. E’ ormai il faro del gioco azzurro. Con la sua disponibilità ed il suo entrare nel vivo della costruzione del gioco, Marek sta anche sopperendo alla scarsa brillantezza di Inler in cabina di regia.
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L’ultima citazione è per Mazzarri. Il suo lavoro è sotto gli occhi di tutti. I risultati continuano a premialo, come accaduto ovunque abbia allenato. Ho sempre detto che il mister doveva migliorare, a mio modesto avviso, nella gestione del turnover. Finora, in questo inizio di stagione, non ha sbagliato una mossa, anche se -paradossalmente- è stato anche aiutato dalle due giornate di squalifica a Pandev, che hanno consentito a Insigne di ritagliarsi immediatamente spazio tra i titolari. Lo scorso anno certe scelte erano più difficili, perché c’era la Champions, con il suo fascino, con i suoi incassi, con le sue pressioni. L’Europa League, invece, può essere ora una grande occasione per tenere in forma le seconde linee e far maturare esperienza a qualche giovane di valore. Mazzarri e il suo staff sapranno cosa fare. Al mister vanno fatti i complimenti per le trecento panchine nella massima serie. Speriamo che le prossime trentacinque siano ancora più ricche di soddisfazioni (capisce a mme…).
Antonello Perillo
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