04/04/12

Di te mi manca....!



Di Te mi mancano le parole. «Domenica non voglio vedere nessuna bandiera del Milan allo stadio» – dicesti una volta – perché Tu potevi chiedere pure le stelle: i napoletani Te le avrebbero strappate una a una dal cielo e Te le avrebbero portate.
Di Te mi manca il sorriso. Quello che arrivava dopo lo sfogo di un’esultanza ed io piangevo.
Di Te mi mancano gli occhi. Quelli allegri e spaesati di quel Luglio 84, quelli felici dopo quel colpo di testa da fuori area al Milan, quelli quasi increduli dopo la magica punizione alla Juventus, quelli indiavolati di Usa 94’, quelli arrabbiati mentre dicevi «hijos de puta» (ed io con Te) a mezzo Stadio Olimpico alla finale di Italia 90’, gli stessi che poi piangevano la sconfitta. Di Te mi mancano gli occhi, quello sguardo Tuo. Non quello che la stramaledetta polvere Ti aveva rubato e non Ti apparteneva più.
Di Te mi mancano le mani. Quelle che portavi dietro la schiena se correvi a parlare con un arbitro, quelle con cui Ti ho visto alzare coppe e trofei, quelle che si agitavano per indicare ad un compagno dove piazzarsi in barriera, quelle che prima di ogni partita si stringevano ad altre per trasmettere la carica, quelle che prendevano la testa di Carmando per baciarlo, quella destra che un giorno diventò pure di un “altro” Dio.
Di Te mi mancano i capelli. Quei riccioli folti e neri che si muovevano con Te e aggiungevano armonia al movimento. Mi mancano meno quelli meshati di biondo ma Ti avrei amato anche così.
Di Te mi mancano i piedi. E le parole qui devono fermarsi perchè non si può descrivere l’indescrivibile.
Di Te mi manca tutto. Mi manca il tempo che non può riportarti come eri. Mi mancano gli anni che non vivrò mai più.
Mi manca eppure quasi non mi manca, Diego mio. Sta tutto qui, nessun attimo è volato via di quella magia che sembrava non finire mai. Sono sicuro che presto ricorderemo insieme.
Nulla ritorna, Amore mio. E se ritorni Tu forse non passerà neppure questa nostalgia. Ma almeno guarderemo insieme quello che ci aspetta. Tutto il futuro che il passato ci ha strappato via. Sarà come inseguire il filo del destino che non si è mai strappato e che l’Amore nostro ha tenuto insieme.
E allora balleremo un Tango sussurrando parole per riascoltare le nostre voci e riscoprirci vivi. Ricorderemo tutto. E canteremo poi la canzone dell’Amore.
Valentino Di Giacomo

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